Festa dell’Europa

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Festa dell’Europa

Era il 9 maggio 1950. Erano passati solo 5 anni dalla fine della guerra più devastante della storia umana, quando il ministro degli esteri francesi Robert Schuman pronunziò il discorso che sarebbe stato il collante di un lungo processo di integrazione europea. I presupposti si basavano su fattori economici: la costituzione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio, le due materie prime fondamentali all’economia dell’epoca. Il fine era mantenere la pace nel continente affinché quell’esperienza non si dovesse ripetere mai più.

“La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Il contributo che un’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche” (Dichiarazione Schuman).

I segni materiali della guerra erano ancora evidenti: le città rase al suolo, le case bombardate, le strade interrotte ed i cantieri della ricostruzione. Gli italiani riprendevano ad emigrare, lasciando il proprio paese per la Francia, il Belgio, la Svizzera, per un’Europa ancora vaga, ed il flusso sud-nord diventò ininterrotto. Gli orfanotrofi erano pieni. I morti, i dispersi, coloro che ormai non avrebbero fatto ritorno erano in Italia più del 10 per cento della popolazione totale. I segni morali, ancora più devastanti, avevano segnato nel profondo l’intera popolazione. Il desiderio più grande, in Italia così come nel resto d’Europa, era la pace, era un bisogno di libertà proprio di una vita senza il terrore e la fame come compagni dell’esistenza quotidiana.

Nelle carceri, al confino, nei campi di concentramento si pensava, si agognava ad una soluzione definitiva, e molti, sparsi nei più disparati luoghi di prigionia pensavano ad un’Europa come terra condivisa e non più divisa.

“Quale sia il male profondo che mina la società europea, è evidentissimo ormai per tutti: è la guerra totale moderna, preparata e condotta mediante l’impiego di tutte le energie sociali esistenti nei singoli paesi. Quando divampa, distrugge uomini e ricchezze; quando cova sotto le ceneri, opprime come un incubo logorante qualsiasi altra attività”. Così scriveva Altiero Spinelli, fra il 1941-42, durante il confino di Ventotene, nel Manifesto redatto insieme ad Ernesto Rossi. Grandi passi sono stati fatti da allora, lo spettro di una guerra europea è ormai lontano. Il 9 maggio è anche il giorno della fine della guerra in Europa, con la sconfitta della Germania nazista, ed è il giorno della festa dell’Europa. Con l’augurio che sia un’Europa vicina ai cittadini, che abbia volontà di crescere tenendo conto dei rinnovati bisogni di tutti.

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